Search Intent: cos’è e quali sono le sue applicazioni in chiave SEO e SEM

18 Marzo 2022

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Categorie: Web Marketing

Il search intent delle ricerche compiute dalle persone su Google è forse l’aspetto più importante da considerare per raggiungere i propri obiettivi di business grazie al web. Infatti, questo ci dà una serie di informazioni che ci permettono di capire quali argomenti inserire nei testi, che tipo di contenuto scegliere e quale keyword usare per gli annunci pubblicitari online.

Ma cosa si intende per search intent? E quali sono le applicazioni pratiche in ambito SEO e SEM? Gli esperti di Isola di Comunicazione ti aiutano a rispondere a queste domande nell’articolo!

Partiamo dalle definizioni: query, termini di ricerca, keyword e search intent

Prima di addentrarci nei meandri del search intent e capire come può aiutarti a svolgere un’attività di SEO e SEM migliore, è bene chiarire alcuni termini che useremo all’interno dell’articolo. In particolare, ci stiamo riferendo a quattro definizioni fondamentali del content marketing:

  1. Query – Questa parola inglese ha il significato di domanda o richiesta. Dunque, nel nostro ambito, sta a indicare l’azione propria degli utenti che interrogano il motore di ricerca nel tentativo di scoprire qualcosa.
  2. Termini di ricerca – Questa dicitura indica le parole effettivamente digitate dall’utente nella barra di ricerca.
  3. Keyword – Anche dette parole chiave, le keywords sono i termini di ricerca visti dal lato di chi deve creare dei contenuti per il web. Difatti, queste sono le parole su cui ottimizziamo un testo o che utilizziamo per creare degli annunci a pagamento su Google Ads, nel tentativo di intercettare le ricerche degli utenti.
  4. Search intent – Infine, l’intento di ricerca è la ragione che spinge un utente a digitare qualcosa su Google, ma anche cosa si aspetta di trovare tra le risposte.

Riassumendo: una persona che cerca qualcosa su Google effettua una query con uno specifico search intent utilizzando dei termini di ricerca. Dall’altro lato, noi utilizziamo delle keyword per creare contenuti o pubblicità e cercare di posizionarli nella SERP (la pagina dei risultati restituita dal motore di ricerca).

I quattro diversi tipi di search intent

Come abbiamo visto, il search intent è l’intenzione con la quale una persona si approccia a un motore di ricerca. Più nello specifico, ci dice che cosa sta cercando e in quale punto della buyer’s journey si trova. Quindi, è evidente che conoscerlo ci dà una grossa mano, perché ci dice quali informazioni dobbiamo inserire nel nostro contenuto affinché sia utile e di valore.

Tuttavia, prima di vedere le sue applicazioni pratiche nel mondo della SEO e del SEM, è bene fare delle distinzioni ulteriori e capire quali sono i 4 principali tipi di search intent:

  1. Navigazionale
  2. Informazionale
  3. Commerciale
  4. Transazionale

1. Search intent navigazionale

Si ha un search intent di tipo navigazionale quando un utente vuole visitare un sito web specifico che già conosce, magari di un brand che gli interessa. I termini di ricerca che utilizza sono quindi frasi come “sito Adidas”, “Amazon” oppure “Hotel Marriott Roma”.

2. Search intent informazionale

Quando la query è generica e al contempo focalizza bene un argomento, il search intent che si nasconde dietro di essa è di tipo informazionale. In altre parole, la persona si vuole semplicemente informare su qualcosa che gli sta a cuore o che gli interessa particolarmente. Per fare un esempio pratico, un termine di ricerca come “elezioni americane” rientra in questa categoria.

3. Search intent commerciale

La terza tipologia di search intent è quella commerciale e corrisponde a ricerche che assomigliano a indagini comparative. Ovvero, tutte quelle volte che un utente si informa sul costo o le caratteristiche di un servizio o di un prodotto guardando a più aziende. In questo caso, i possibili termini di ricerca sono simili a “agenzie di comunicazione Milano”, oppure “scarpe migliori per il cammino di Santiago”.

Search intent commerciale

4. Search intent transazionale

Da ultimo, il search intent transazionale rivela la volontà di una persona di effettuare un acquisto, contattare un’azienda o, ancora, prenotare un tavolo al ristorante. In ottica di aumento del fatturato, capisci bene che queste query sono molto importanti per un business. Riuscire a intercettarle significa assicurarsi – o quasi – una conversione e aumentare le possibilità di concludere una vendita.

Perché il search intent è importante per la SEO

Saper riconoscere il search intent che si cela dietro le ricerche per date keyword può dare ottimo impulso all’attività di SEO che svolgiamo sul nostro sito. Infatti, Google valuta molto questo aspetto per decidere quali contenuti mostrare. Il suo obiettivo è quello di far trovare alle persone ciò che stanno cercando e convincerle a riutilizzare il suo servizio. Il traffico generato convince sempre più inserzionisti a utilizzare Google Ads per la promozione online e il fatturato del motore di ricerca si alza a dismisura.

Ma questo cosa ha a che fare con l’attività di chi i contenuti deve crearli? In realtà, tantissimo.

A noi, che usiamo Google come uno strumento per arrivare alle persone, il search intent dice esattamente quali informazioni inserire nei testi per far sì che il motore di ricerca ci posizioni in alto nella SERP. Per tornare a un esempio fatto qualche riga più in alto, se stiamo puntando su una keyword come “scarpe migliori per il cammino di Santiago”, dovremo inserire nell’articolo:

  • quali terreni si trovano lungo il percorso
  • le caratteristiche che devono possedere le scarpe da indossare
  • una comparazione di modelli e prezzi
  • e solo in ultimo, il rimando all’articolo che abbiamo in vendita sull’e-commerce

Così facendo, forniamo al lettore tutto ciò di cui ha bisogno per compiere una scelta, dimostriamo la nostra competenza, ci mostriamo affidabili e, alla fine, lo portiamo sulla nostra offerta commerciale. In questo modo, le possibilità di concludere una vendita aumentano a dismisura.

Tuttavia, il search intent non ci è utile solo per stabilire gli argomenti da trattare in un contenuto web. Ci dice anche qual è il tipo di contenuto web da creare. Ad esempio, una keyword con search intent informazionale o commerciale si presta a essere utilizzata nella creazione di un articolo blog. Se però l’intento di ricerca è transazionale, è meglio puntare su supporti diversi, come una landing page.

Il search intent rende la tua attività di SEM più performante

Il search intent è molto utile anche quando l’attività non è organica come la SEO, ma a pagamento come la SEM. Infatti, riconoscere il search intent delle parole chiave che vogliamo utilizzare ci permette di:

  • capire quale tipologia di annuncio creare
  • indirizzare la pubblicità a un pubblico che è nella parte del funnel che ci interessa
  • ottenere più click utili perché la pubblicità e la landing page associata sono rilevanti per gli utenti
  • eliminare la perdita di risorse economiche data dal comparire a chi non ne è realmente interessato alla nostra offerta Al contrario, non considerare questo aspetto comporta un crollo del ritorno economico sull’investimento (il ROI)

Nella creazione di campagne pubblicitarie online, possiamo affermare che il successo dell’attività pay-per-click (PPC) dipenda da quanto il contenuto degli annunci e il search intent (quindi, ciò che gli utenti stanno realmente cercando) combaciano. Con Google Ads, paghiamo ogni volta che qualcuno clicca sulla nostra inserzione. Riuscire a intercettare persone interessate a ciò che abbiamo da offrire migliora le possibilità di ottenere conversioni, ripagandoci dell’investimento di tempo e denaro.

Inoltre, l’intenzione di una ricerca ci rivela anche l’esatto punto in cui si trova una persona all’interno del percorso che la conduce all’acquisto. Questo è importante sia per il copy della pubblicità su Google Ads, sia per le informazioni da inserire all’interno della landing page. I due strumenti devono essere estremamente coerenti e completarsi l’un l’altro. Soprattutto, devono essere adatti al pubblico a cui sono rivolti e al punto della customer journey in cui si trova.

C’è chi naviga solo per informarsi, chi è curioso o chi si collega a Internet con lo specifico obiettivo di acquistare un prodotto. Google Ads è talmente costoso, soprattutto nella rete di ricerca, che lavorare con search intent sbagliati rischia di far sprecare moltissimi soldi. Ad esempio, parole come disinfestazione o esperto google ads possono costare anche 10€ a clic; emergenza fabbro addirittura 30€.

Quindi, risulta evidente l’importanza di selezionare la parola chiave giusta. Usare keyword con intento transazionale che puntano su contenuti informativi e non di vendita (e viceversa) sarebbe completamente sbagliato, perché pagheremmo per clic non utili all’obiettivo della campagna.

Tuttavia, ridurre l’argomento Google Ads a queste poche righe sarebbe impossibile. Ecco alcune guide, scritte sempre dai nostri esperti, per iniziare ad approfondire:

Lascia che Isola selezioni le keyword con il giusto search intent per il tuo business

Comprendere il search intent dei termini di ricerca non è facile. Considerata la grande importanza che può avere nel determinare il successo della tua presenza online, l’identificazione delle keyword non può essere un’attività lasciata al caso. Al contrario, necessita di grande esperienza e di competenze specifiche nel mondo del digital che nascono solo da anni di studio e approfondimento.

Sfruttare il search intent a tuo vantaggio grazie a Isola
Gli esperti della web agency Isola di Comunicazione sanno mettere al tuo servizio know-how e professionalità per strutturare una strategia di content marketing su misura. Non solo: grazie a copywriter, SEO expert e web designer, siamo in grado di realizzare landing page coerenti e performanti che dialoghino efficacemente con gli annunci creati dagli specialisti in Google Ads.

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